Fattoria

La Fattoria Cà d’ Pignat nasce da un sogno come molti dei passi e delle scelte.

Un sogno che nasce su un balcone di un semplice appartamento di una cittadina…Modena.

Le sere d’estate, dopo che i miei genitori erano convinti che mi fossi addormentata, sgattaiolavo sotto la tapparella della mia stanza, lasciata sollevata durante l’estate per evitare che io soffocassi dal caldo umido della pianura padana, e mi sedevo sul balcone, naso tra le ringhiere a guardare le luci nella notte.

Immaginavo che le luci lontane fossero lucciole e che io mi trovassi in un bosco scuro illuminato a singhiozzo dalle lucciole. Io vedevo le montagne…le vedevo e il mio sogno è proprio questo. Andare a vivere in montagna e correre nei prati. Il mio sogno ? Giocare con gli aquiloni e risalire torrenti.

Tutte cose che solo madri sconsiderate avrebbero lasciato fare ! Quindi io avevo una voglia folle di vivere la natura e stare in un ambiente vivo come poteva essere la montagna….quindi…mi risvegliavo intirizzita dai miei sogni e rientravo a letto.

Fine

Quindi? Quindi ho aspettato con pazienza di incontrare una persona che avesse un sogno che potesse andare in accordo con il mio.

Intanto verso i 25 anni andai a vivere in montagna anche se sempre appartamentino era…però ero tra le montagne! E poi ho incontrato Emore.

Lui, diventato poi anche il padre dei miei figli, desiderava continuare a vivere in montagna. Voleva costruire una casa e trovare il modo di vivere in montagna senza emigrare in zone industriali…quindi…oltre a Ruben e Marco è nata la Fattoria Cà d’Pignat!

Una realtà di accoglienza con spirito familiare per ritrovare il piacere delle cose semplici.

Insomma un luogo ove si possono fare quasi tutte le cose che la mia mamma, santa donna se mi leggesse mi tira le orecchie, ahahahah, non mi permetteva di fare.
Ad esempio girare scalzi in casa e fuori di casa, impastare farina e acqua tutte le volte che lo si desidera, dipingere sui muri, fare la pasta fresca un giorno si e un giorno si, colorare con gli acquarelli, correre nei campi fino a sudare di gioia, rotolarsi nel fieno, fare le capriole nell’erba, mangiare le fragole fresche senza necessariamente lavarle per ore, …ecc…ecc….

Cosa ne dite di tutto ciò?

Dal 1997 facciamo ospitalità con questo spirito e con l’intento di generare le migliori occasioni per esperienze di reciproca crescita personale, perché l’intento è generare i migliori ricordi, perchè i bambini di oggi sono gli adulti di domani e la qualità della società di domani dipende anche da tutto ciò.

In questo scritto tanto dei valori con cui conduco le esperienze in questo luogo

Considero valore ogni forma di vita

Considero valore ogni
forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la
stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in
tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare
gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento
che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la
pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

(Erri De Luca, da “Opera sull’acqua e altre poesie”)

Claudia di Cà d’Pignat